Martedì, 01 Giugno 2010 22:27

I merletti di Bruxelles. Una pillola al giorno

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Dopo l’articolo “Kwak, la birra dei cocchieri” ecco di nuovo una veloce incursione nel mondo parallelo della birra, da molti considerata, a mio avviso erroneamente, nemica numero uno del vino.

Dopo l’articolo “Kwak, la birra dei cocchieri” ecco di nuovo una veloce incursione nel mondo parallelo della birra, da molti considerata, a mio avviso erroneamente, nemica numero uno del vino. Uno dei criteri di valutazione della bevanda più famosa del nord Europa è quello relativo alla schiuma. Una birra di qualità deve avere una schiuma che segni sulla parete del bicchiere le porzioni di birra sorseggiate di volta in volta, disegnando, in questo modo, forme simili a pizzi e ricami che vengono appunto definiti merletti di Bruxelles.

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Enrico Nera

Sono Enrico Nera, nasco in un piccolo paesino nella provincia sud di Roma il 6 settembre del 1980. Viti e botti entrano subito nella mia quotidianità. Come semplice bambino spettatore, guardo il lavoro di mio padre durante il susseguirsi della stagioni, dalla potatura invernale alla vendemmia autunnale. Ma la viticoltura necessita di forze, così inizio anch’io a dare il mio piccolo contributo. Ricordo ancora le risate di mio padre e mio fratello mentre mi guardano andare su e giù tra i filari ancora troppo alti per me. Ricordo ancora quando con mio nonno Tito, munito di bastone come unità di misura, ponevo nel terreno alla giusta distanza le barbatelle che mio padre avrebbe in seguito piantato per dar vita al nuovo vigneto. Le fatiche, le delusioni, ma anche le soddisfazioni di oltre 20 anni di lavoro della terra sono un alternarsi di emozioni che creano un susseguirsi di amore e odio. Come tutte le cose realmente belle, la grande passione per il vino e  per la viticoltura in generale diventa consapevole in me soltanto quando la distanza mi ha permesso di rielaborare i ricordi. Arriva il corso da sommelier, nasce ParliamoDiVino.com, finalmente posso liberare le mie emozioni nascoste per troppi anni. 

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