Venerdì, 18 Giugno 2010 18:18

Kerner – ice wine. Abbinamenti ideali

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Kerner – ice wine. Abbinamenti ideali cavolettodibruxelles.it

Premetto che proprio mentre iniziavo a scrivere sul nuovo abbinamento mi sono sorti dei dubbi sull’etica di questo post. Il fois gras viene prodotto nella stragrande maggioranza dei casi in un modo a dir poco orribile e la comunità mondiale dovrebbe vietare il cosiddetto “ingozzamento forzato”. Come potete ben capire ho deciso comunque di andare avanti nella stesura, promettendomi però che dedicherò un po’ di tempo ad una tale riflessione.

Dopo questo dovuto incipit andiamo a sancire un nuovo matrimonio perfetto.

La triade delle metodologie di produzione dei grandi vini dolci, di cui io sono un grande estimatore, è composta dai vini botrizzati, dai passiti e dagli ice wine. Proprio con questo ultimo metodo viene prodotto il vino proposto oggi. Un vino che arriva da Zell, cittadina tedesca nella valle della Mosella peraltro famosa per il vino Zeller schwarze Katz, “il gatto nero di Zelle”.

Kerner – ice wine

abbinato a

mela al foie gras

ricetta by "Il cavoletto di Bruxelles"

Sigrid lo propone come antipasto; il mio abbinamento, invece, è immaginato come dessert in una tiepida serata estiva. Vi consiglio di servire il vino ad una temperatura compresa tra i 10° e i 12° e di esaltare l’intrinseca tendenza dolce del piatto proposto, scegliendo una tipologia di mele abbastanza zuccherina e riducendo al massimo (io proverei anche senza) l’utilizzo di pepe e sale nella preparazione. 

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Enrico Nera

Sono Enrico Nera, nasco in un piccolo paesino nella provincia sud di Roma il 6 settembre del 1980. Viti e botti entrano subito nella mia quotidianità. Come semplice bambino spettatore, guardo il lavoro di mio padre durante il susseguirsi della stagioni, dalla potatura invernale alla vendemmia autunnale. Ma la viticoltura necessita di forze, così inizio anch’io a dare il mio piccolo contributo. Ricordo ancora le risate di mio padre e mio fratello mentre mi guardano andare su e giù tra i filari ancora troppo alti per me. Ricordo ancora quando con mio nonno Tito, munito di bastone come unità di misura, ponevo nel terreno alla giusta distanza le barbatelle che mio padre avrebbe in seguito piantato per dar vita al nuovo vigneto. Le fatiche, le delusioni, ma anche le soddisfazioni di oltre 20 anni di lavoro della terra sono un alternarsi di emozioni che creano un susseguirsi di amore e odio. Come tutte le cose realmente belle, la grande passione per il vino e  per la viticoltura in generale diventa consapevole in me soltanto quando la distanza mi ha permesso di rielaborare i ricordi. Arriva il corso da sommelier, nasce ParliamoDiVino.com, finalmente posso liberare le mie emozioni nascoste per troppi anni. 

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