Andiamo con ordine: lasciamo perdere i bla bla circa il colore. Porca pupazza se a 130 euro non ci fosse limpidezza, rubino scuro profondo, eccetera e eccetera sarebbe da associazione a delinquere di stampo vinoso". Passiamo diritti al naso. PF. Intenso ma non troppo. Ampio ma non troppo. Frutti rossi, pepe rosa, cioccolata, tabacco. In bocca: acidità tagliente e tannino perfettamente ricamato nella trama in costante divenire (punto al carciofino d’oro). Tutto è in un equilibrio ossessivo. Niente è fuori posto. Il gusto resta sulle papille con facilità per lunghi secondi. SF. Il rubino sembra ancora più profondo. Inchiostro allo stato puro. Il naso aumenta: note di sottobosco e cuoio rendono lo sniffare eccitante. La bocca concorda perfettamente con l’olfatto. L’acidità resta l’unico spigolo (nel senso positivo del termine). Soltanto gli anni lo smusseranno. Note: la bevuta risulta molto semplice nonostante la struttura sia di spessore notevole.
Conclusioni: la Seconda Fase è migliore della Prima Fase, sensazioni più decise (organoletticamente parlando) che quasi giustificano il prezzo. Il problema resta però quel "quasi". E’ superfluo dire che il vino viaggia tranquillamente sopra i 92 punti. Ma io da questo tipo di prezzo non cerco una semplice ottima bevuta ma una vera e propria esperienza sensoriale, un vero e proprio trip. Che non c’è stato!
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