Lunedì, 16 Luglio 2012 23:02

Un Titolo in verticale

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titolomorosinuovaElena Fucci parla di terra e di famiglia, di coltura e di cultura del territorio. Se cercate un sinonimo di Vulture vi consiglio "Titolo", espressione personalizzatissima dell'Aglianico che non invade il palcoscenico del territorio potentino.

L'energia dirrompente della "ragazza mingherlina" crea un'impronta moderna, una strada giovane - come lei stessa dice - per distinguersi dal pressapochismo della zona.

2005, si comincia. Pulizia e toni legnosi speziati caratterizzano il primo approccio, al secondo sorso l'Aglianico esprime la sua natura. Il tannino non rimane imprigionato nello stile di vinificazione e caratterizza il vino con leggera ruvidezza e sapori vegetali/legnosi.

La 2006 è tenue al naso con piccoli rimandi alcolici, sensazioni di ciliegia sottospirito non tradiscono l'idea di un'annata calda. Il vino in bocca non cede al suo calore e la trama tannica, presente e ben matura, regala una rara eleganza, sposandosi bene alla sferificità delle sensazioni alcoliche.

Giungiamo alla freschissima 2007, il vino è compatto, leggero  e con un finale sapido, quasi salato. Un Aglianico in punta di piedi che non risente del legno. La scelta di Elena di non esagerare con l'estrazione si ben evidenzia in questa annata. Resta la curiosità di un riassaggio tra qualche anno, potrebbe diventare un grandissimo.

La cupezza iniziale dell'annata 2008 tradisce un iniziale giudizio, l'alcool è ben trattenuto, il corpo è appagante ed il frutto tende al croccante. Una gamma aromatica ampia: bacche, ciliegie, prugne. Certamente balsamico.

Eccoci al giovanissimo 2009, un approccio caldo che lo manda fuori fuoco nei profumi, un mix di frutti rossi "spettinati".  Un divenire di alcool e tannini dolci regala un buon allungo, ottima la materia al centro bocca.

Elena con sincerità dichiara di non avere visto, durante gli anni iniziali della sua carriera, negli altri produttori degli esempi e di non avere degli Aglianico del cuore oltre il suo che beve regolarmente. Si racconta come persona timida che grazie al suo vino è riuscita a divenire spontanea e vera. Racconta della sua gioia per aver costruito un ottimo rapporto con le persone con cui lavora. Ritiene di essere fortunatissima per aver avuto l'occasione di essere una protagonista del mondo del vino ma allo stesso tempo di esser riuscita a mantenere una naturale semplicità.

Inizialmente nei dogmi dell'enologia, con il tempo ha iniziato una guerra con se stessa. Nel 2004 inizia il suo percorso in cantina, segue le sue ispirazioni, decide di assecondare uva, annata e territorio.

L'energia dirrompente della "ragazza mingherlina" crea un'impronta moderna, una strada giovane - come lei stessa dice - per distinguersi dal pressappochismo della zona.
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Simone Morosi

Più di un decennio con in mano un calice di vino e mai un momento noioso. Per me il vino è oltre il lavoro che faccio: amici da scoprire, terre da visitare, contadini da cui imparare. Tutto ciò non mi affatica mai.
Non amo punteggi o classifiche, quello che faccio bevendo un vino è chiudere gli occhi e riporlo dentro la bottiglia. Un percorso inverso che mi porti dentro la cantina, mentre il proprietario ne spilla dalla botte e ne porge qualche calice. Uscendo all'aria aperta cammino tra le vigne e cerco di imprimere nei miei ricordi una storia intera.

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  • Beh mi sento di dire che nel Vulture non c'è assolutamente "pressopochismo" , ma tutt'altro! Giovani produttori che investono sempre nel migliorare la qualità dei proprio prodotti raggiungendo in alcuni casi risultati eccellenti! Se Titolo segue una sua interpretazione moderna non vuol dire che sia l'Aglianico del Vulture!
    Per fortuna che ci sono tante altre persone che bevono tante altre etichette...
    Buon Vulture...

  • Dal ruolo e dal peso dell'immagine dell'azienda ci si aspetterebbe maggior prudenza nei toni ed un modo più costruttivo di porsi nei confronti dei colleghi. Parlare di pressapochismo tout court mettendosi al centro come modello ideale non è esattamente il modo migliore di intessere relazioni preziose per comunicare il territorio, temo.

  • Solo una curiosità x Simone: ma le espressioni attribuite ad Elena sono virgolettati o interpetazioni dell'autore? (talvolta segnate in corsivo, talvolta no, per cui...)

  • Mauro sto rileggendo "Vulture. Le aziende dell'Aglianico" pubblicato su Enogea 42 (Aprile/Maggio 2012). Mi sembra che anche tu nell'articolo denunci in qualche modo un "pressapochismo della zona", sbaglio?

    Ultima modifica commento su 2 anni fa da Enrico Nera
  • Ho scritto "approccio naif"...citando tra l'altro un pezzo d'archivio di Masnaghetti (2005)...
    però la mia analisi, spezzata in due scritti (41 e 42), conta 60/70.000 battute se non ricordo male. C'è tutto lo spazio per spiegarsi bene.
    Derubrico le considerazioni di Elena a battute tranchant e nulla più. Se si vogliono affrontare certi argomenti bisogna anche pretendere spazio e tempo per articolarli a dovere, perchè il rischio di essere fraintesi o di dare una visione parziale può essere molto alto. E ancor di più mi dispiace se Elena confida di non bere i vini di chi le sta intorno. Chi più di lei dovrebbe conoscere il suo territorio? Un domani potrebbe voler comprare vigna nella prima zona di Maschito, tanto per fare un esempio, conoscere vini ed interpreti sarebbe per lei solo un vantaggio.
    Se hai Enogea tra le mani potrai renderti conto dalle mie valutazioni che il Titolo è un buon vino, ma non l'unico e che il problema principale è l'incapacità comunicativa, l'isolamento e talvolta anche una certa arroganza che contrassegna quella denominazione.
    Per non parlare della pratica tutta italiana di parlare male degli altri.
    Peccato.

    UN PS PER WINEMAN: Sembri uno molto ben informato, però, le ricostruzioni parziali, a me non piacciono. Perchè seza quelle aziende a cui ti fai riferimento, oggi, non esisterebbe non solo Elena Fucci e tanti altri piccoli produttori, ma neanche la denominazione. Il che non vuol dire che siano esenti da critiche. Così come non lo è, esente da critiche, Elena quando fa certe affermazioni.

  • Ospite - Manilo

    Assaggiato circa un mese emezzo fà il 2005,non mi è piaciuto sarà anche brava ma con il suo stesso costo c'è di molto mejo.Saluti Manilo

  • Ospite - Wineman

    Per Manilo: il gusto è soggettivo, ma ragionare in termine "per gli stessi soldi c'e' molto meglio" credo che sia abbastanza riduttivo. Puo' essere anche che bevendo un bicchier d'acqua dal rubinetto bevi meglio o bevi peggio" Fortunatamente è 1 su 1.000.000

    Per Filippo Ronco/Davide: Quale modo migliore di porsi è quello di aprire una cantina dal niente, solo con le proprie forze in un decennio economico nero come la pece ? E confrontarsi con le aziende storiche del territorio che hanno fatto cassa per 50 anni offrendo prodotti scadenti e non valorizzando un territorio, quelle stesse aziende che oggi sono in difficoltà perchè non hanno investito non si sono migliorate non hanno saputo vendere il territorio prima del loro vino. Quelle aziende che oggi vendono alle multinazionali, che chiudono i battenti, o che svendono il vino a pochi cent/euro pur di liberarsi la cantina. Visto questo panorama il pressopochismo lo ha vissuto chi oggi è in difficolta non certo quelle cantine che oggi raggiungono successo nonostante tutto !!

    Il bello del bere, è saper bere e riconoscere la qualità di un vino e giudicarlo per il suo gusto (ma non solo), per la sua storia e per il territorio dove nasce...Si beve spesso e si deve bere diverso, ma sopratutto bene. Altrimenti c'è sempre la coca cola...almeno li non sbagliate !

  • Apreire cantine dal nulla??? Non diciamo castronerie! Non aggiungo altro tranne che un forte disgusto per i toni con cui è stato trattato il mio territorio, il Vulture !
    Se si sapessero tante cose non faresti certe affermazioni...il Vulture bisogna viverlo con tutti i suoi produttori capaci di trasformare le uve Aglianico in prodotti eccellenti.
    Non esiste solo Titolo...

  • Alcune parole che spiegano meglio quel "pressappochismo".
    Ho chiesto ad Elena se avesse un vino o un produttore di riferimento da cui, all'inizio della sua carriera, avesse tratto ispirazione. La risposta è stata negativa, lei non ha avuto un modello perché non ha ritenuto sufficiente il lavoro svolto da altri; stili di vinificazione e diffusione territoriale non all'altezza di quello che lei ritiene necessario per creare un modello vinicolo importante nel Vulture.

  • Ospite - Alfredo Cordisco

    Il Vulture è molto altro, rappresentato dal lavoro massacrante di molti altri produttori che hanno contribuito materialmente alla promozione di un territorio con fatti, investimenti e dando lavoro. Purtroppo il web permette di scrivere di tutto e sopratutto permette di poter definire vini, lavoro e territori senza mai averli neanche lontanamente conosciuti e credo che il suindicato articolo, sia frutto di tale "approssimatismo" e come dice un vecchia pubblicità PROVARE PER CREDERE. Complimenti ad Elena per il suo magnifico vino, auguri veri agli altri produttori per l'apporto massiccio che hanno dato e che continuano dare al Vulture.

  • No, non si può scrivere di tutto. Bisogna sempre attenersi a ciò che viene detto e presentato. La produttrice è stata gentile a rispondere a domande "scomode" esprimendo la sua visione, che in ogni caso non farà tremare i cieli, posso assicurarlo.

  • Intanto Alfredo (mi permetto di darti del tu spero di non sbagliare) il web ti ha permesso di scrivere questo commento. Non mi sembra una cosa da poco...;)

  • Scusami ma Elena Fucci a che età ha iniziato a produrre il suo vino? Cioè da quanti anni è operativa l'azienda? Giusto per capire di cosa stiamo parlando.

    Fil.

  • Non dovrei errare rispondendoti dall'anno 2000 con la supervisione enologica di Paternoster. Dal 2004 le redini della cantina sono in mano ad Elena

    Ultima modifica commento su 2 anni fa da Simone Morosi
  • Ospite - Giuseppe

    Anch'io nel mio piccolo mi prodigo per portare in alto il nome del Vùlture e sentirmi dare del "pressapochista" da un(a) collega non è gratificante. Rispondo con un consiglio alla giovane produttrice:
    Certi pensieri andrebbero scritti solo sul diario con i cuoricini, perché se divulgati in broadcast fanno solo danno. A se stessi, non agli altri. Il rispetto nei confronti dei colleghi e del proprio territorio vale quanto quello nei confronti dei propri Clienti
    E' per via dei "celolunghismi" locali che la Basilicata ad oggi è famosa solo per Rocco Papaleo...

  • Ospite - Wineman

    Chi si sente indignato della parola "pressapochista" prima di tutto dovrebbe essere abbastanza intelligente da capire che UNA parola estrapolata da un discorso intero non è il concetto espresso. (Considerando che nell'affermare di non avere un modello locale a cui ispirarsi non è offensivo ne altro. Che il Vulture non è ancora decollato come regione vitivinicola è un dato di fatto. Che non ci sia stato fin ora un personaggio di spicco che abbia trainato con il suo prodotto tutta la filiera è un dato di fatto) Credo non sia stile ne della produttrice ne della donna Elena Fucci denigrare la sua terra o chi con il proprio sudore cerca di far qualcosa di bene in un territorio difficile. Parlo da non lucano, ma da chi vorrebbe che il Vulture fosse una piccola Toscana o una piccola Langa. E ho visto con i miei occhi persone italiane e non, inceppare nella localizzazione della Basilicata. Nel 2012 è possibile ? Di chi è la colpa ? Non certo dei produttori o degli imprenditori Lucani, ma è anche vero che non sono esenti da colpe. Se oggi nel mondo qualcuno conosce, apprezza e spende i suoi soldi nel mondo Lucano è per certo merito di questi produttori che mettono animo e corpo nel loro prodotto che sia vino, pane o mozzarelle. Quello che non è stato fatto in 20-30 anni prima...e purtroppo quello che non viene fatto neanche adesso. E mi riferisco al fatto che c'e' tanta invidia e gelosia, lo si legge nelle parole qui postate.. anzichè cercare di fare squadra perchè è solo facendo SISTEMA che si puo' offrire una zona meravigliosa come il Vulture ad un palcoscenico piu' grande di quello attuale...e fortunatamente la Basilicata non è ricordata solo per Rocco Papaleo.

  • Ospite - Giuseppe

    Winemam, qui nessuno invidia nessuno, non c'è un bel niente da invidiare, solo tanta stima e ammirazione nei confronti del suo lavoro :) E occhio che non ci si attacca ad una parola perché si fanno i capricci, ma perché quella parola proprio non ci sta! I metodi usati fino ad oggi sicuramente non hanno aiutato a fare sistema, come giustamente dici, ma neanche questi vanno bene.
    E quanto alla Basilicata, vorrei che la realtà fosse come la vedi tu, davvero, ma la realtà è diversa. Prova a star dietro ad uno stand lucano al Vinitaly o in qualche fiera all'estero : tolti l'intenditore o l'emigrato l'insieme di chi conosce la Basilicata è ristretto. Ci stiamo lavorando, tutti insieme, ma serve molto di più del celolunghismo.
    Peace&Love! :p

  • Ospite - Stefano

    Suvvia non ha mica detto che son tutti pressapochisti. Come in tutto c'è chi si distingue e chi è nella media. In qualsiasi zona d'Italia. Cosa c'è da offendersi?

  • La squadra non si potrà mai creare se esistono persone che si [i]distinguono dal pressapochismo della zona[i] restando sul proprio piedistallo...e lo dico da LUCANO Fiero!

  • Ospite - Wineman

    Davide, ti stai appigliando una parola solo per fare l'offeso. Non ha offeso nessun lucano, proprio nessuno... Come riporta il cronista in un post qua soprà la domanda è stata se si è ispirata come stile, come metodica di lavora, a qualche vignaiolo lucano...E la risposta è stata "a nessuno". Ella ha voluto come si dice "fare di testa sua" come e come hanno fatto altri produttori del Vulture che stanno avendo successo...
    Piena ragione a Stefano...

  • Simone, intanto grazie per avermi dato la curiosità di assaggiare questo Aglianico che da comune mortale fedele della mia enoteca padovana non conoscevo.
    Non ho capito quale delle annate degustate esprime al meglio oggi il carattere di questo vino (sai mai, nel caso avessi la fortuna di trovare più annate...).

    Poi dico la mia sui commenti "pressapochisti" nel senso "ispirati dalla fatidica parola estrapolata e citata".
    Ora ne ho capito il contesto e il senso, e dopo aver scambiato qualche messaggio con Elena via web, mi è anche parso di capire che sia una persona tutt'altro che supponente nei confronti del territorio e dei colleghi. Orgogliosa di quello che ha fatto, certo, e chi non lo sarebbe dopo aver ottenuto questi riconoscimenti in così poco tempo?

  • Ciao Pietro, ci troviamo di fronte ad un grande territorio, quindi più che di carattere del vino andrei a capire quale tra le annate esprime meglio il territorio in questione. Il vino è solo un mezzo.
    L'annata 2007, interpretandola secondo i classici canoni degustativi, può risultare sottotono se paragonata alle altre dove il mix frutto/legno/tannino si esprime in modo da appagare il palato. Tuttavia un filo in più di acidità, un finale maggiormente salato, un corpo esile (pare da minore estrazione) lascia alle componenti minerali la possibilità di "sfregare" maggiormente sul palato. Non ha caso ho scritto che "potrebbe divenire un grandissimo".
    Per il resto ripeto che Elena ha risposto a domande scomode esponendo un pensiero; ciò mette noi nella scomoda posizione di assaggiare quanto più Vulture possibile per meglio comprendere le parole di Elena e dei molti che sono intervenuti.

  • Via Lucindo Faggin, 35135 Padua Province of Padua, Italy

    Grazie Simone,

    mi stanno arrivando due Titolo 2008, a questo punto più che andare a caccia di altre annate, proverò qualche altro Vulture per capire meglio (anche da profano) questa territorialità come viene interpretata dai diversi produttori.

    ciao

  • ah be ma siam tutti ospiti! ;)

  • Rome, Italy

    Già, stavo lavorando su dei problemi con il nuovo sistema dei commenti. Ora risolti: dovreste risultate correttamente come utenti registrati.

    Bisogna avere molta pazienza con i siti nuovi, sono come le bottiglie di vino "scorbutico" , è necessario farlo stare un po di tempo col tappo aperto a decantare, solo che invece dell'ossigeno serve il webmaster (sigh!), ed invece dell'acidità si riducono i bug ;)

  • Ospite - Wineman

    X Giuseppe:
    dietro al bancone ci sono stato, così come all'estero...ed è palese per tutti la Basilicata non è la Toscana ne il Piemonte, ma avrebbe le stesse possibilità...perciò resta solo abbassare le armi e unire il grande lavoro svolto da molti fino ad oggi per avere migliori risultati e portare piu' gente nel Vulture a visitare un posto meraviglioso.
    X Mauro Erro:
    tutto il pubblico pagante di quella sera può testimoniare che non è stata utilizzata la parola "pressapochista" e che non è stato parlato male degli altri produttori. Sono state fornite soltanto informazioni di pubblico dominio, da cui ognuno può trarre le proprie considerazioni, ma non può addossarne la responsabilità ad altri. La domanda è stata se la produttrice aveva un Aglianico del cuore a cui si era ispirata: La risposta è stata No (che non significa che non beve altri Aglianici, quindi altra considerazione sbagliata e impropria) (ma perchè tutti riescono a trarre conclusioni da 2 parole dette in 5 minuti ?) ed è semplice capirlo. Una ragazza che a 18 anni decide di prendere in mano i vigneti del nonno, parte e va a studiare enologia a Pisa, quanti Aglianici potrà aver mai assaggiato ? Salvo non avesse una vena alcolica fin dalla tenera età direi pochissimi...Spiegato il motivo per cui ha realizzato il suo vino, secondo la sua testa, traendo ispirazione chissa' da dove ma non dagli stili locali. E non mi pare una cosa di cui farne una colpa o che permetta intendere distacchi dal territorio. In ogni regione vinicola l'apparenza inganna...sembrano tutti amici ma poi si sbranano anche per un grappo d'uva...E se consideri la crisi economica è arrivata quando il Vulture stava cercando di svoltare pagina (con investimenti e cambiamenti), questo non può certo aver aiutato a fare SISTEMA

  • Allora le cose sono 2 , o Simone ha scritto cose che non sono state dette, ma non credo sia la persona oppure quella parola è stata detta e non fa sicuramente bene al mondo del Vulture.
    Nessuno mi pare abbia condannato le scelte e i gusti personali di Elena, ognuno segue la strada che meglio crede, ma non è corretto denigrare il territorio come è stato fatto.

  • Tengo a precisare che come si può vedere dall'ora di pubblicazione e divulgazione sui social media il post è stato scritto in diretta, riportando le esatte parole della produttrice. Non ne ho neppure travisato il senso visto che Andrea Gori di Intravino riporta lo stesso identico parere (e no, non ci mettiamo d'accordo e la pensiamo diversamente pure sui vini).
    In ogni caso ho omesso volontariamente alcuni passaggi e discorsi della Fucci che avrebbero ulteriormente appesantito la discussione portandola ad un "Fucci contro tutti". Se le fa piacere comincio a scriverli, io ho tutta la credibilità necessaria a disposizione.

    Ultima modifica commento su 2 anni fa da Simone Morosi
  • Difatti, nel mio primo intervento, ho chiesto a Simone se si trattase di virgolettato.

    E confermo quanto ho scritto sopra, a maggior ragione visti i resoconti di Simone e di Andrea Gori che sono sovrapponibili: una degustazione non può essere l'occasione per certe affermazioni perchè si corre il rischio di essere fraintesi. Tutto qui.
    E tra l'altro stile imporebbe che si dica di non essersi spiegati bene, non che nessuno ci ha capito nulla tra i presenti a quella serata.
    Se poi stai al merito del mio commento senza mischiare le carte e le cose dette, io nel mio post scriptum riferito a te rispondo alle cose che tu hai scritto circa le aziende storiche e non commento una serata un cui non ero presente.

    Quanto al resto, conosco abbastanza il territorio per avere una mia idea, tra l'altro recentemente riportata, come ricordava Enrico, in un lungo reportage su Enogea.
    Infine, ma questo è un pensiero personale: da ciò che scrivi e da quello che scrivi appare evidente che sei parte in causa. Nome e cognome sarebbe preferibile. Per come la penso io.
    Saluti.

  • Ospite - Wineman

    Non sono parte in causa, e non serve il mio nome e cognome..questo è un blog. Ero presente alla serata e non ho digerito come è stata riportata un informazione sia qui che su intravino. Sono d'accordo con te che non era il momento giusto per fare certe riflessioni, sopratutto con tutta questa superficialità..Quella era una festa, una sorta di presentazione di un vino che molti conoscono, ma che al Nord non è frequente trovare..una festa per l'Aglianico, per l'enoteca che sta puntando da tempo su le aziende lucane. Ma di tutto questo i vari blogger non hanno fatto menzione...è questo quello che non fa bene al mondo del vino.
    Il resto della disquisizione, da buon economista e conoscitore della realtà lucana, è solo perchè credo che in un momento così si debba fare sistema anche fra MEDIA, CONSUMATORI e non solo produttori.Il rifarsi sempre ai modi francesi, allo stile francese è stucchevole. Siamo Italiani e se il nostro Vino è nel mondo lo dobbiamo alle nostre capacità e modi di fare. Si puo' fare di piu' ? certo...

  • Ospite - Wineman

    Secondo me dovreste trovarvi un lavoro serio e lasciare la tastiera nel cassetto ! Avete trasformato quella che era una festa in una discussione mediatica di quello che un produttore di vino voleva o non voleva dire. Bah !

  • Secondo me dovresti scrivere commenti costruttivi e non distruttivi come quest'ultimo. Siamo qui per parlare e confrontarci...take it easy!;)

    Ultima modifica commento su 2 anni fa da Enrico Nera
  • Ospite - Wineman

    Appunto...costruttivi...ma l'articolo non lo è stato fin dall'inizio..Anche il Gori compagno di banco menzionato ha riportato ugualmente informazioni non corrette, e di una portata che prima di scriverle un "giornalista medio" dovrebbe prima verificare..approfondire..chiarire, anziche sparare nella folla (solo per aver risalto ???)

  • Forse è meglio che siano altre persone ad approfondire e magari a viverlo il Vulture prima di fare commenti a senso unico e distruttivi.
    Sono pienamente in sintonia con Enrico :-)

  • Qui non c'è nessun giornalista ma soltanto persone che voglio parlare di vino...come ho più volte ribadito in PDV un commento pesa come o più del post stesso! Ti invito ancora una volta a dire la tua, possibilmente però se puoi (e so che puoi) evita frasi come questa: "anziche sparare nella folla (solo per aver risalto ???)". Grazie ed ora per cortesia torniamo a parlare di Aglianico e di Vulture.

  • Ospite - Wineman

    E allora consiglio un bel giro a tutti nel Vulture prima di parlarne. Almeno io ci sono stato...non amo parlare di quello che non conosco e di cui non ho toccato con mano la realtà.

  • Ospite - Wineman

    Chi fra voi Davide, Enrico e Simone, è stato almeno 1 volta nel Vulture ? Qualcuno ha idea delle difficoltà che i produttori lucani (di vino e non) devono combattere quotidianamente ? Perchè parliamo di una regione vinicola di importanza pari alle grandi d'italia..ma che non gode e non ha goduto dello stesso sostegno e della stessa fortuna.
    Se per caso non ci siete stati, vi invito a trascorrere un po del vostro tempo li..a rendervi conto sul campo, quanto l'impressione di pressapochismo (impressione personale di chi ha scritto e non situazione di reale di fatto acclarata) è reale o meno. A capire le problematiche e quindi comprendere le reazioni.
    Non si puo' giudicare una regione vinicola sulle basi di quello che fanno i francesi, i piemontesi o i toscani..poichè ci sono basi contesti e vicissitudini diverse.

    Un caro saluto

  • Così mi piaci...ti invito ufficialmente a scrivere un articolo che ci parli del Vulture e delle sue problematiche. ;)

  • Oltre a conoscere abbastanza bene territorio e produttori, visto che sono sovente nel Vulture, senza fare nessuna pubblicità al mio blog ti inviterei a leggere quanta voglia di portare avanti il nome dell'Aglianico del Vulture sia stato fatto INSIEME da 6 produttori che ci hanno creduto e hanno messo la loro faccia venedo a Torino a far conoscere i loro vini ma soprattutto il TERRITORIO!
    Qualcuno ha apprezzato più un vino rispetto ad un altro, ma tutti hanno apprezzato insieme quello che si è detto sul VULTURE.

    PS: Tra i 6 produttori 4 erano donne...

    http://dmarone31.wordpress.com/2011/11/02/aglianico-sotto-la-mole/

  • Ospite - Wineman

    Ho letto volentieri...e sottolineo che non è l'unico caso in cui le aziende del Vulture e Lucane girano l'Italia e il Mondo per promuovere il territorio e i loro prodotti. Questo per quanti sostengono il contrario (vedi anche Intravino). E' ovvio che le aziende Lucane al momento non hanno le stesse possibilità di quelle Toscane e Piemontesi di investimento in manifestazioni e pubblicità.

    Con l'occasione invito tutti a partecipare quest'estate a CANTINANDO il 17-18-19 Agosto presso il Parco Urbano delle Cantine di Barile.

  • Le possibilità ci sono eccome! Basta una buona organizzazione e portare avanti tutti insieme il nome "Aglianico del Vulture" e non uscendo fuori con parole scorrette nei confronti di altri colleghi (come in questo caso), nascondendosi poi dietro una incomprensione. I vini li giudicherà poi il consumatore poichè il gusto è soggettivo.
    Per quanto riguarda Titolo, anche se con tanta difficoltà, sono riuscito ad assaggiare le annate dal 2006 al 2008 sicuramente un buon vino anche se non è tra quelli che preferisco, ho una concezione dell'Aglianico del Vulture diversa.
    Dell'annata 2006 ne avevo parlato qui :http://dmarone31.wordpress.com/2011/09/17/elena-fucci-aglianico-del-vulture-doc-titolo-2006/

  • Ospite - Wineman

    Parole scorrette ? Ma quali ? Ma eri presente alla degustazione ?

  • Ospite - antonio

    complimenti alla modestia della Dottoressa Fucci. vale il caso far presente ad Ella che il futuro si costruisce con il lavoro dei genitori e dei nonni. la sua affermazione ha sminuito anche e forse sopratutto il lavoro di vecchi produttori di vino. buona fortuna a Lei. e che il vento buono sia sempre con Ella. ora avrà capito perchè non è possibile fare sistema con persone poco modeste. ognuno ha il riferimento che merita. il vino si fa lavorando prima di tutto le vigne, poi in cantina e in fine con la promozione sul campo e non attraverso sistemi effimeri.

  • Ospite - Wineman

    Antonio ... SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAA ! Qua è tutto un casino. Ella come la chiami non ha detto quelle parole riportate dal "giornalista" ne altro di poco modesto od offensivo verso gli altri produttori lucani. E' stata riportata male , molto male la risposta ad una domanda... Chi conosce la sua azienda sa benissimo il legame ai genitori, ai nonni e alla famiglia...quindi non diciamo altre castronerie per favore.

  • Caro Antonio hai proprio ragione! Nonostante tutto continua ad esserci gente che apprezza certe affermazioni...
    Fortunatamente l'Aglianico del Vulture non è solo Titolo , ma ci sono tanti altri piccoli produttori che sono dediti al territorio e cercano di far squadra! Pensare che alcuni produttori che conosco mi sono stati consigliati da altri proprio per far conoscere sempre più il grande lavoro di tutti e non il "pressapochismo" .

  • Ospite - Wineman

    ...ma in ogni caso scarseggia.... Se fossi il produttore vi denuncerei, ma sono solo un appassionato che a quella degustazione c'era e ha visto tutto e udito tutto. Complimenti...state sparando senza sapere, senza conoscere..chissa' sperando di poter approfittare della situazione ? Beh...se è questo il massimo che potete fare...avanti tutta !!

    (Ho cominciato a tagliare le parti del commento che non si confanno ad un atteggiamento civile, tollero molto poco le offese tra commentatori. Il suo ripetere che era presente è molto stancante, renda credibile le sue affermazioni presentandosi.) Simone

    Ultima modifica commento su 2 anni fa da Simone Morosi
  • Denuncia? Forse mi sa che potrà essere il contrario visto che IO e tanti altri non abbiamo insultato nessuno a differenza tua, ma abbiamo dat solo un personale parere su quello che ha scritto Simone a cui credo ciecamente. Inoltre, come ti ha già ricordato più di qualcuno, sarebbe corretto presentarsi con un nome rendendosi più credibile e prendendosi le proprie responsabilità.

  • Ospite - Wineman

    Caro Simone Morosi, posso anche presentarmi tanto "fortunatamente" non ci conosciamo: il mio nome è Marco..e non capisco cosa cambi il mio nome anche per il sig. Davide, dato che il suo potrebbe essere anche tranquillamente fasullo. In ogni caso e' un cruccio che non mi tange...Io non ho offeso proprio nessuno, quindi ho ben poche responsabilità, rispetto a chi riporta notizie non vere, senza neanche avere il coraggio di ritrattare e facendosi carico di sue impressioni personali. Quanto è stato detto alla serata, non sono altro che notizie di pubblico dominio...che se avessero riguardato altre regioni vinicole italiane, sarebbero state anche divulgate al TG economia ! Come già espresso anche al (......................)Gori, prima di lanciarsi andare in certe opinioni (parole che sono state messe in bocca ad altre persone infondatamente) bisognerebbe approfondire i temi, informandosi, studiando e andando nei luoghi visitando le aziende, partecipando alle loro manifestazioni e non semplicemente scrivendo 4 righe direttamente dal banchetto d'assaggio solo per voler essere il primo a scrivere! E se aveste visitato le aziende avreste colto una grande differenza fra le vigne del Titolo e quelle di Paternoster (composizione del terreno completamente diversa) oppure con l'ottimo Musto Carmelitano etc... Concludendo vi propongo un piccolo indovinello: dato che sostenete che Elena Fucci non fa sistema, qual'è quell'azienda del Vulture che al Vinitaly non ha il proprio stand nella Regione Basilicata ??? Meditate gente Meditate... W il Vulture.

    (Per la seconda volta mi trovo costretto a cancellare un suo epiteto non felice, riferito a una persona non citata dal post e non intervenuta nei commenti. Facciamo che la terza volta cancello tutto il commento, che ne dice?.) Simone

    Ultima modifica commento su 2 anni fa da Simone Morosi
  • Ospite - Wineman

    (Caro Wineman, appena i suoi commenti saranno scevri da insinuazioni, frasi attribuite ad altri, offese personali e maldicenze torneremo a pubblicarla, nel frattempo le consiglio un sereno distacco da una vicenda che le sta sfuggendo di mano. Non conosco le sue implicazioni personali con l'Azienda di Elena Fucci, non mi riguardano nè le voglio sapere, basta che non chieda a noi di farci carico della sua "ansia da difesa a qualunque costo"). Simone

    Ultima modifica commento su 2 anni fa da Simone Morosi
  • Ospite - Wineman

    Nessuna implicazione personale, salvo il piacere di bere un gran vino...come altri...ma ho trovato il vostro odioso modo di riportare cose non vere. Se la verità vi fa male, mi spiace ma non c'erano offese personali o altre cose. Vi sentite potenti per due righe che scrivete, amate la liberta (vostra di scrivere quello che volete), però al tempo stesso quello che non vi fa comodo lo cancellate. Il suo blog per quanto mi riguarda non esiste, e sicuramente non avrete mie buone recensioni nell'etere. Saluti

  • La peggior pubblicità al Titolo (che io per altro adoro) ed a Elena Fucci l'ha fatta e la continua a fare proprio lei. Noi dal canto nostro siamo pronti a pubblicare immediatamente qualsiasi comunicato stampa che l'azienda riterrà opportuno inviarci per spiegare le proprie ragioni. Un'ultima cosa: si ricordi in Internet c'è poco di anonimo...
    Ed ora per favore torniamo a parlare di Basilicata, Vulture e Aglianico (secondo invito). Grazie

    Ultima modifica commento su 2 anni fa da Enrico Nera
  • Ospite - Wineman

    Vi invito a partecipare il 17/18/19 Agosto a Cantinando presso BARILE, dove ci sarà la possibilità di Assaggiare tutti i maggiori produttori di Aglianico del Vulture. Inoltre vi invito a partecipare il 29 Settembre a l'evento "Il Vulture delle Donne" presso Tenuta Montelaura...cosi' potrete conoscere un po di piu' il Vulture e le aziende che lo compongono. Vi aspetto io parteciperò...

  • Grazie per l'invito ma purtroppo questa estate non potrò scendere nel Vulture ad agosto poichè sono già stato a maggio e scenderò in tempo di vendemmia e di raccolta olive.
    Personalmente e con un po' di egoismo non ho bisogno di andare a Cantinando per conoscere più il Vulture e tantomeno i produttori che vi partecipano visto che li conosco quasi tutti e sono amico di molti compresa anche Elena Fucci con cui ho avuto modo di parlare più volte, comunque sia una buona occasione per far conoscere l'Aglianico nelle sue interpretazioni.

  • Caro Simone, parlando di Aglianico che è molto meglio, se ti è piaciuta questa tipologia di Aglianico ti consiglierei di assaggiare il "Rotondo" di Paternoster anche lui proveniente da uve raccolte in zona contrada del Titolo a Barile. Assaggiato in vari millesimi 2006-2007-2008 e molto simile al Titolo e in alcuni casi quasi confondibile. Resta comunque un buon vino.

  • Secondo me nel Rotondo viene fuori troppo il legno. Io della Paternoster preferisco, non considerando ora il Don Anselmo (la 2007 è fantastica), il Synthesi (soprattutto la 2008)....

  • Forse nei millesimi più recenti si sento un po' più la barrique. Don Anselmo è sicuramente un gran vino mentre Synthesi ho solo assaggiato il 2003 ed in cantina ho una verticale dal 2003 al 2008 che devo ancora aver tempo di assaggiare(possibilmente in compagnia :-) )...sono li che riposano. Trovo che Synthesi abbia un ottimo rapporto qualità/prezzo non difficilissimo e con beva e una finezza davvero interessanti.

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