10.500 ettari divisi in tre zone e catalogate in base alla composizione geologica del terreno: Bas – Armagnac (distillati fini ed eleganti), Ténarèze (distillati più duri ma che possono invecchiare più allungo) e Haut – Armagnac. La produzione di Armagnac si basa su vitigni a bacca bianca, su tutti l’ugni blanc (trebbiano). La vendemmia viene fatta con una speciale macchina che diraspa e immediatamente vinifica, per ottenere un vino base ricco di acidi e povero di alcol (8-9%).
Il distillato si ottiene con una sola distillazione continua attraverso il classico alambicco armagnacais, dal quale esce un prodotto con il 58-63% di alcol etilico. In seguito, viene posto in fusti nuovi di quercia a fibra rossa della capacità di 400 l, travasato poi in botti più vecchie che vengono spostate periodicamente nella chai d’invecchiamento (per favorire la miglior evoluzione in zone più calde o più umide).
Ogni due mesi il maître de chai aggiunge piccole dosi di giovani acquavite con circa il 20% di alcol. L’Armagnac è quindi composto da distillati di zone, di invecchiamenti e anni diversi assemblati insieme e la classificazione, in base all’età, tiene conto di questo: Trois étoiles (acquavite più giovane con almeno 1 anno di invecchiamento), VO – Very Old (acquavite più giovane con almeno 4 anni di invecchiamento) e Extra – Hors d’Age – Napoléon – Vielle Réserve – Exstra Old (acquavite più giovane con almeno 5 anni d’invecchiamento).
La Francia in 10 mosse: Bordeaux, Armagnac, Linguadoca–Roussillon, Provenza, Valle del Rodano, Borgogna, Alsazia, Champagne, Loire, Cognac.
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