Lunedì, 23 Luglio 2012 21:29

Regola numero uno. Uccidere i genitori, risparmiare i nonni

Scritto da  Nelle Nuvole

E' così, possiamo tirare in ballo la psicanalisi, l'illuminazione buddista, o persino i Vangeli. L'imperativo non cambia: se non ti liberi dei genitori non sarai mai una persona libera.

Ora, qui non si tratta di pigliare un'accetta e sezionare con cura l'anatomia di chi ci consegnò al mondo. Come genitrice tutto vorrei meno che trovarmi sotto lo sguardo fintamente cortese di uno dei frutti dei miei lombi mentre sorseggio una tazza di té, da lui stesso preparato. O degustare quel bicchiere di vino stranamente dolce e persistente.

Si tratta esclusivamente di crescita, per farlo dobbiamo uscire di casa. Dobbiamo seguire le nostre idee, farci le nostre esperienze, senza sensi di colpa od obblighi. Nel mondo del vino il principio non cambia. Quello che i nostri genitori ci hanno trasmesso non è detto che sia il modo giusto e a noi confacente. Per le nuove generazioni che si avventurano per la strada perigliosa della viticoltura spesso si tratta di ribaltare certe regole imperanti negli ultimi trent'anni. Sono stati decenni ruggenti, il vino di qualità in Italia si è affermato. Le cantine si sono riempite di apparecchiature costose, file e file di acciaio inossidabile, barriques di rovere nobile. Mutui strappati alle banche quando sembrava che i soldi te li tirassero dietro. Clienti facoltosi che bussavano alla porta. Bastava pronunciare il nome dell'enologo et voilà, tutti a calarsi le braghe. Vitigni mai sentiti nominare in zona, ma diosololosa se non era quello che voleva il mercato. Tutto finito, spazzato via dalla crisi, dalla saturazione, dall'omologazione. Cosicché i poveri trentenni che si trovano a mettere insieme il pranzo con la cena, che testardamente hanno scelto una vita alternativa alla città, dopo l'Università sono tornati al paesello e al podere, mandando in malora i sogni dei genitori di un figlio sistemato in banca o in comune, ora si trovano nelle guazze.

Devono ricominciare, reinventarsi (termine terrificante, ma non sono perfetta nella mia prosa). Ripigliare la vigna, sistemare la cantina. Aspettare i profitti, litigando con le banche che da generose elargitrici si sono trasformate in strozzine senza cuore. Sono lì che zappano, vinificano, svinano, imbottigliano. Guardano il cielo per la pioggia, o il sole, odiando la grandine. Fanno i conti, si mettono le mani nei capelli. Mandano a cagare i genitori, ovvero, li amano ma non possono agire come loro vorrebbero. Non è più il tempo.

Rimangono i nonni, vivevano con poco. Lavoravano sempre. Sentivano che la stagione stava cambiando, si preparavano in anticipo. Il vino si faceva, nei luoghi deputati da generazioni, altrimenti si cresceva altro.

La generazione nuova, viva e vibrante che ha ripreso in mano le sorti del vino italiano di qualità è giovane, a volte giovanissima. Per riuscire spesso non guarda ai padri, ma ai nonni. Finita la sbornia esaltante di qualche anno fa, adesso è tempo di sacrifici e perseveranza. Per riuscirci è meglio basarsi non sul passato prossimo, ma su quello remoto.

Ho scritto tutto questo pistolotto edificante sotto botta di un vino prodotto da un quarantenne, che ha due genitori da considerarsi nella categoria "nonni" per età e visione della vita. Entrambi sono ancora attivissimi nella conduzione della vigna, nonostante la vicinanza ai settant'anni. Il vino in questione non sarebbe così senza di loro. Il figlio però, prima li ha fatti fuori psicologicamente e deciso a modo suo, poi ha continuato a coinvolgerli perché funzionali alla riuscita del suo progetto.

Come dire, ci sono regole generali e ci sono fortunate eccezioni.

Commenta questo articolo

Articoli correlati (da tag)

  • 基安蒂出售丘陵的 (c'è scritto "Vendesi colline in Chianti", fidatevi!)
  • 20 anni di Terre del Sillabo
  • Paolo Cianferoni e i "nuovi" vini di Caparsa
  • BreakingNews. Un'azienda vitivinicola Toscana è stata acquistata dai cinesi
  • Wine Spectator falls in love with the italian wine

Lascia i tuoi commenti

Posta commento come visitatore

0 Restrizione caratteri
Il tuo testo deve essere più lungo di 10 characters