Simone Morosi

Simone Morosi

Più di un decennio con in mano un calice di vino e mai un momento noioso. Per me il vino è oltre il lavoro che faccio: amici da scoprire, terre da visitare, contadini da cui imparare. Tutto ciò non mi affatica mai.
Non amo punteggi o classifiche, quello che faccio bevendo un vino è chiudere gli occhi e riporlo dentro la bottiglia. Un percorso inverso che mi porti dentro la cantina, mentre il proprietario ne spilla dalla botte e ne porge qualche calice. Uscendo all'aria aperta cammino tra le vigne e cerco di imprimere nei miei ricordi una storia intera.

Giovedì, 02 Maggio 2013 14:27

Paolo Cianferoni e i "nuovi" vini di Caparsa

Un post di Caparsa è ricco di premesse, anzi se qualcuno mi concedesse una "licenza poetica" di natura superiore lo scriverei soltanto per premesse.
Ferie, lavoro e vita quotidiana, l'aperitivo è un momento sacro. Il distacco dalla giornata, il relax di un buon bicchiere. Mi piacciono i cocktail ben fatti, ma se parliamo di vino tendo a definire l'ora tanto bramata che precede i pasti attraverso qualche piccola caratteristica del wine bar o enoteca di turno:
La Gastrosfera è un mondo ampio, anche se non quanto crediamo, all'interno del quale si muovono i winelovers, esseri reietti tenuti in disparte, ai quali mai dare la soddisfazione di sapere ciò che li attende all'interno di un ristorante.
Un paio di mesi fa: "Ciao Enrico, come va?" Lui: "Malissimo, mi sono rotto il tendine del ginocchio!" Un paio di settimane fa: "Pronto?" Lui: "Sono Togni, ti aspetto sabato per la presentazione dell'Erbanno". Io: "Ma il ginocchio?" Lui: "E' dura ma ce la faccio!"
Dopo il caffè si esce a comprare il giornale, regola basilare della vita che ho applicato con severità anche durante le vacanze in Francia. Nonostante rischiassi di sforare sul budget giornaliero deputato alle classiche libagioni come Champagne e ostriche (magari), e numerosi bicchieri di vino (fattibile), non ho resistito dall'acquistare il numero estivo della più prestigiosa rivista di vino francese, La Revue du Vin de France.
Lunedì, 10 Settembre 2012 08:00

Un'estate di degustazioni. In doccia

Post che segna il ritorno dalle ferie. Avrei voluto parlare di qualche vinoso argomento estivo ma volendomi ancora cullare nella voglia del far niente vi spiego come impiegare il tempo della doccia per una gradevole e ben fatta degustazione.
Secco o dolce?. Domanda lecita da bar anni ottanta alla richiesta di uno "spumantino". Oggi vediamo così il passato.
Lunedì, 16 Luglio 2012 23:02

Un Titolo in verticale

Elena Fucci parla di terra e di famiglia, di coltura e di cultura del territorio. Se cercate un sinonimo di Vulture vi consiglio "Titolo", espressione personalizzatissima dell'Aglianico che non invade il palcoscenico del territorio potentino.
Venerdì, 15 Giugno 2012 09:42

Noma. Storia di un abbinamento

L’esperienza del pranzo al Noma inizia prima di sedermi tra i suoi spazi e stringere lo stelo del calice. Impaziente del primo assaggio. Uno studio veloce della carta dei vini, di ispirazione e filosofia naturale/rasserenante non lascia spazio a dubbi, mi farò coinvolgere dalle scelte del sommelier. Il luogo e lo spirito sono perfetti per l’ascolto e l’attenzione, il tempo - ben 5 ore - per lasciarsi trasportare nella cultura della scelta non manca.
Lunedì, 04 Giugno 2012 15:54

Mode alla kazzodikane

Quante volte ci siamo soffermati a pensare che ettolitri di spritz consumati in affollati cocktail bar non rendessero giustizia al vino? Per non parlare dello champagne versato a fiumi in bocca a belle ragazze con il magnate di turno a Porto Cervo. Oppure delle migliori bottiglie bevute nei luoghi più insoliti, imitando il protagonista del film "Sideways" con il suo Cheval Blanc 1961 versato semplicemente in bicchieri di carta di un fast food.